venerdì 23 novembre 2012

Anwar,20 anni, ucciso al secondo giorno di tregua - 23 novembre 2012

All'inizio del secondo giorno di tregua, i soldati israeliani questa mattina hanno aperto il fuoco ad est di Khan Younis, a sud della Striscia di Gaza, su un centinaio di persone che si erano avvicinati al confine per celebrare la fine della "buffer zone". La buffer zone è un'area di 300 metri che delimita tutto il confine della Striscia di Gaza (a volte è di 500 mt effettivi), imposta illegalmente da Israele, ed in cui ai contadini non è permesso entrare, minacciati dal fuoco dell'esercito israeliano.
Questa mattina, l'esercito israeliano ha rotto la tregua, tra le cui condizioni vi era quella di non sparare.

I soldati hanno ucciso un giovane di 20 anni, Anwar Abed El Hady Qudaih , e ferito altre 14 persone.



Siamo andati subito al funerale e poi a visitare la famiglia. Il dolore e le lacrime della madre che ci ha mostrato la foto del figlio. "Non è possibile, non è possibile", ripeteva. Anwar era andato come altre persone a festeggiare la fine della buffer zone vicino il confine. Secondo gli accordi con cui si è giunti alla tregua infatti non ci dovrebbe esistere più la "buffer zone" (detta più correttamente "No Go Zone", perché imposta unitelarmente da Israele). Ma i soldati hanno sparato, e l'hanno ucciso.


la mamma di Anwar mostra la foto del figlio



Aveva detto ad uno dei suoi familiari "Non chiudere la porta, Anwar deve tornare a casa"
Anwar non è più tornato a casa. 

Ho lasciato la famiglia di Anwar con grande dolore e successivamente ci siamo diretti tutti nella "buffer zone".
Chissà se hanno il coraggio di spararci tutti, pensavo tra me e me. 
Tante famiglie, donne, uomini, bambini, ragazzi, tutti felici di poter finalmente rientrare nella propria terra che gli era stata tolta. "Non mettevo piede qui da anni", mi ha detto un contadino. Foto, sorrisi. Un' entusiasmo commovente. Poi ancora, gli spari dei soldati. Siamo andati via. Intere famiglie, eppure hanno sparato.


Ecco oggi Gaza, tra la disperazione per le perdite dei cari e la gioia e l'entusiasmo di un briciolo di libertà che speriamo non sia solo illusione.


Resta allora ancora da capire in che modo verranno applicate le condizioni per la tregua, o se verranno completamente ignorate.

Anwar era un ragazzo di 20 anni che è stato ucciso mentre sorrideva con altri giovani della sua età gridando "vittoria" e tentado di porre una bandiera sul recinto al confine. Forse Anwar aveva confidato troppo nelle condizioni della tregua. Forse, avvicinandosi ai soldati, aveva creduto avessero un lato di umanità, e che mai l'avrebbero ucciso.

Anwar gridava "vittoria". Un soldato gli ha sparato alla bocca. La sua bocca era piena di sangue.
Che sia questo un gesto per mettere a tacere le nostre grida di libertà?

Riposa in pace Anwar.



famiglie nella "buffer zone", questa mattina





3 commenti:

Pietro ha detto...

<3

wklks ha detto...

al di là di una possibile valutazione sbagliata di Anwar o al di là di un'azione discutibile da parte sua - perchè tregua non vuol dire pace e quindi bisogna fare attenzione - mi chiedo cosa starebbe succedendo a Gaza oggi se il fatto fosse successo dall'altro lato della rete, in territorio israeliano e se a morire fosse stato un israeliano. Non mi pare di aver visto condanne della comunità internazionale per quello che è successo, per questo ennesimo assassinio legalizzato da una politica internazionale che protegge lo stato di Israele e "snobba" di fatto quello palestinese. Perchè, alla fine, il problema più grande mi pare sia proprio il silenzio della politica occidentale riguardo il riconoscimento della dignità di una nazione palestinese. Al contrario, i governi israeliani possono bypassare anche le risoluzioni onu che quindi risultano essere una farsa. Un pensiero per Anwar ed un grazie a te che sei tra le poche voci italiane dalla Palestina. Buon lavoro.

Nat jus ha detto...

Se può servire:

http://cultura-non-a-pagamento.blogspot.it/2012/11/ilan-pappe-la-pulizia-etnica-della.html

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