lunedì 17 settembre 2012

Udienza finale del processo per il rapimento e l'uccisione di Vittorio Arrigoni


Ore 10.00, ci siamo ritrovati al tribunale militare di Gaza city. L'udienza è iniziata dopo quasi due ore di attesa, intorno alle 12.00.
La corte era affollata di molti familiari, amici, giornalisti. Verso le 11.30 il caldo iniziava a salire. Non ci sono negozi che vendono acqua nei paraggi della corte. All'emozione si sono uniti giramenti di testa. Un militare della corte mi offerto gentilmente due bicchieri di acqua.
Finalmente l'udienza è iniziata. Prima dell'ingresso nell'aula tutti gli uomini sono stati perquisiti. All'interno dell'aula si sono schierati diversi uomini della polizia. L'aula era colma di persone, i posti a sedere sono finiti, io ed altri abbiamo assistito in piedi all'udienza.
I tre imputati in gabbia apparivano tranquilli, inizialmente a tratti sorridevano, come sempre hanno fatto nel corso delle udienze.
Il colpo del giudice sulla scrivania, tutti in piedi, ecco la sentenza.

La Corte ha ritenuto colpevoli Mahmoud Salfiti e Tamer Hasasnah di omicidio premeditato e di rapimento. Entrambi sono stati condannati ad ergastolo con lavori forzati e a 10 anni di prigione con lavori forzati. Verrà applicata la più dura delle due pene (ergastolo con lavori forzati).
La corte inoltre ha condannato il terzo imputato, Khader Jram, accusato di essere coinvolto nel rapimento, a 10 anni di carcere con lavori forzati.
Infine la corte ha condannato il quarto imputato, Amer Abu-Ghoula, accusato di aver dato protezione agli assassini in fuga, ad un anno di carcere. Amer Abu Ghoula, a piede libero perché accusato di reati minori, non si è da tempo presentato in aula, ed è scappato probabilmente in Egitto.

Un cumulo di emozioni dentro di me dopo aver assistito alla sentenza finale del processo per il rapimento e l'uccisione di Vik. 

Al termine dell'udienza, fuori il tribunale, alcuni parenti dei quattro salafiti condannati hanno gridato contro noi internazionali e palestinesi amici di Vik, insultandoci e minacciandoci pesantemente, fino dire, in preda alla rabbia, che "devono sgozzarci tutti" , fino a quando è intervenuta la polizia presente nel tribunale e si sono allontanati. Abbiamo salutato i militari e siamo andati via.
Posso dire di sentirmi contenta della sentenza finale, credo sia giusta. 
Credo che i giudici abbiano voluto dare una condanna esemplare, e credo inoltre che abbiano voluto rispettare la volontà della famiglia di Vik di non applicare la pena di morte, credo questo sia un gesto molto importante. 
Forse non sapremo mai chi sono i veri mandati dell'assassinio di Vik, forse non verrà mai detto, 
però posso dire che oggi dopo l'udienza ho respirato un'aria diversa, difficile spiegarlo in parole, un vento di serenità e di pace che ha riempito il mio cuore.





1 commento:

Valentina Screpanti ha detto...

un pezzetto di giustizia...

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