giovedì 15 marzo 2012

I feriti degli ultimi attacchi israeliani su Gaza. Visita allo Shifa Hospital

Questa mattina siamo andati a fare visitia  ai feriti ricoverati allo Shifa Hospital.

La maggior parte di essi ha riportato ustioni e fratture.

Lascerò spazio alle immagini, più che alle parole.

Hani El-Qanoo ha 15 anni.
Sua madre, Reda, racconta che domenica mattina verso le 9.00 Hani e suo fratello erano andati a scuola, ma non c'era lezione. Stavano tornando a casa quando un drone ha lanciato un missile sulla strada in cui si trovavano, AlKhorondar street. Anche suo fratello, Moyad, è rimasto ferito insieme agli altri amici, mentre uno dei loro compagni, Nayif Qarmout, 15 anni, è rimasto ucciso.
Reda vive con i suoi 7 bambini in difficili condizioni di vita. Suo marito è morto qualche tempo fa.
"Stavamo tornando da scuola con sei compagni quando improvvisamente un drone ci ha colpito - racconta Hani - ho avuto la sensazione di volare."

Il dottore ci ha detto che Hani ha una frattura al femore ed alla gamba destra e diverse ustioni provocate dal missile.

Hani Al-Qanoo, 15 anni

Hani Al-Qanoo, 15 anni


Il fratello di Hani, Moyad Al-Qanoo, ha 16 anni.
Riporta ferite da ustioni di secondo grado, sul viso e alle gambe.
Ha schegge in diverse parti del corpo.


Moyad Al-Qanoo, 16 anni

Moyad Al-Qanoo, 16 anni

Moyad Al-Qanoo, 16 anni



Anche Saleh Qarmout, 15 anni, tornava da scuola quel giorno insieme agli altri compagni.
Il dottore ci ha detto che durante quell'attacco, un bambino era morto, Naiyf Qarmout, e 9 bambini erano rimasti feriti. Cinque bambini sono stati portati allo Shifa Hospital, quattro bambini sono stati traferiti al Kamal Odwan Hospital.

Saleh Qarmout, 15 anni

Saleh Qarmout, 15 anni

Saleh Qarmout, 15 anni


Anche Tamer Azzam, 17 anni, stava tornando da scuola insieme a loro. 
Lo abbiamo trovato disteso su un letto, sul suo viso smorfie di dolore.
Ha schegge sul viso ed al fianco, ed ustioni alle gambe.
Il dottore ha detto che hanno dovuto rimuovere dal suo corpo parte dell'intestino.
La guarigione potrebbe richiedere molto tempo.
Tamer ha 9 fratelli e 2 sorelle. Suo padre è disoccupato perché malato.
Prima che andassi via, Tamer ha fissato i miei occhi incessantemente.
L'ho guardato, ma per il dolore che ho provato ho distolto lo sguardo per un istante, poi mi sono voltata di nuovo verso di lui ed ho trovato i suoi occhi ancora fissi sui miei. Mi guardava in silenzio, dolorante, come a voler chieder aiuto attraverso i suoi occhi.
Avrei voluto sbattere i miei pugni contro il muro, avrei voluto gridare e piangere.
Il suo sguardo non lo dimenticherò mai più per tutto il resto della mia vita.


Tamer Azzam, 17 anni
Tamer Azzam, 17 anni
Tamer Azzam, 17 anni

Tamer Azzam, 17 anni

Tamer Azzam, 17 anni



Alaa Al-Looh ha 34 anni. Ha una frattura alla tibia ed ustioni sul viso.
Nello stesso giorno, domenica 12 marzo, un attacco israeliano aveva ucciso un padre ed una figlia all'interno della prorpia fattoria. Mohammed Mostafa El-Hsoni aveva 65 anni e sua figlia Fayza Mohammed El-Hsoni aveva 30 anni.
Alaa era in motocicletta, ha sentito una forte esplosione ed è rimbalzato a terra. Si è risvegliato in ospedale.  Alaa è sposato ed ha tre figli, due maschi ed una femmina, e lavora in un negozio ortofrutticolo.
Quando il dottore ci ha mostrato la frattura, Alaa gridava dal dolore.
Alaa Al-Looh, 34 anni

Alaa Al-Looh, 34 anni


Hussien Omer Abo Aqla ha 26 anni.
Nella stessa giornata di domenica 12 marzo, verso le 8.00 del mattino, Hussien tornava a casa dopo il lavoro. Hussien trasporta cibo alle scuole al mattino presto. 
Improvvisamente un drone ha colpito la strada in cui si trovava, Salahadin street, in Al-Zeitoun, zona est di Gaza city.
Hussien è ferito alla schiena e soffre di pressione al torace.


Hussien Omer Abo Aqla, 26 anni


Moath Nofal Abo El-Eash ha 20 anni.
Lunedì all' 1:30 di notte due missili hanno colpito il campo profughi di Jabalia, a nord di Gaza city. Il primo attacco è stato eseguito da un drone.
Il missile ha colpito la casa della famiglia Hammad. Più di 30 persone sono rimaste ferite, di cui 21 bambini. L'abitazione è stata completamente distrutta e le altre sono state danneggiate.
La sua casa era vicina a quella della famiglia Hammad. Moath aveva sentito una grande esplosione , i suoi vicini gli avevano chiesto di uscire per cercare di salvare la famiglia Hammad. Uscito di casa, un caccia F-16 ha lanciato un altro missile.
Moath ha ferite da ustioni su tutto il corpo, in particolare sul viso, e schegge in molte parti del corpo.

Gli ho chiesto se se la sente di lasciare un messaggio al mondo dopo quello che è successo.
Moath mi ha risposto: "La mia immagine è sufficiente per parlare al mondo".


Moath Nofal Abo El-Eash, 20 anni

Moath Nofal Abo Al-Eash, 20 anni

Moath Nofal Abo Al-Eash, 20 anni



Il Dr. Maher Sukkar, vicepresidente del reparto di chirurgia plastica allo Shifa Hospital, ci ha detto che faranno analizzare alcune schegge delle armi utilizzate per sapere se sono cancerogene.
Prima di salutarci, ci ha detto che le armi utilizzate sono americane. Ha aggiunto: "Abbiamo bisogno di un po'di libertà. Dite al mondo cosa avete visto in ospedale. Perché i nostri bambini non possono avere uno spazio dove giocare? Perché siamo palestinesi? Io e mia moglie abbiamo vissuto fuori per un periodo ma siamo tornati a Gaza, nonostante le difficili condizioni di vita, perché il nostro paese ha bisogno di noi."

Penso ai bambini che ho incontrato, alle loro vite ed al loro dolore, penso agli occhi di  Tamer mentre gli F-16 continuano a volare sul cielo di Gaza.

















3 commenti:

Cynara ha detto...

Non parlo italiano, ma el mio cuore con tutti

sqwerez ha detto...

è sempre più dura...
vorrei poter spolverare il mondo di un briciolo di sensibilità che sia forza motrice per spazzare via queste infamie...
il resto sono parole che tengo dentro... troppo intrise d'odio... e non servono alla causa.

Grazie ancora per quello che fai.

Silvana ha detto...

Per quanto noi, che siamo interessati alla causa palestinese, possiamo immaginare ed immedesimarci nelle situazioni determinate da questo massacro, questo genocidio a cielo aperto, questo disumano e vergognoso comportamento da parte di uno stato terrorista, quale è Israele, non potremo mai provare le emozioni che invece dominano le menti, ma principalmente i cuori di chi vive in quella realtà. Non basta andare a Gaza per 10 giorni , magari nei momenti più tranquilli, per potersi definire attivisti. Attivista è Rosa Schiano, come lo fu Rachel Corrie (ricordo lei visto che oggi è l'anniversario della sua morte) e tanti altri che vivono a contatto con i nostri fratelli palestinesi, accompagnandoli nelle campagne , sui pescherecci, o correndo per soccorrerli quando sono sotto attacco o per consolarli quando sono immersi nel dolore fisico o morale. L'attivismo va espletato giorno per giorno nella maniera e nella misura che è possibile, anche informando costantemente su ciò che accade in Palestina....perchè il silenzio è complice e quindi colpevole. Grazie Rosa! Grazie a tutti gli attivisti del mondo contro le ingiustizie e per la LIBERTA' dei popoli oppressi. GRAZIE!

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