martedì 16 aprile 2013



Gaza, 16 aprile 2013 - Nel porto di Gaza city ieri mattina palestinesi ed attivisti internazionali hanno ricordato Vittorio Arrigoni, l'attivista per i diritti umani membro dell'International Solidarity Movement, a due anni di distanza dalla sua uccisione.

L'evento, organizzato dalla Union of Agricultural Work Committees in collaborazione con diversi attivisti internazionali e palestinesi, ha avuto inizio alle 11 del mattino. Seduti a terra, attivisti internazionali hanno esposto cartelli che in diversi lingue esprimevano messaggi in ricordo di Vittorio. "Vittorio est vivant. Nous continuons son combat", diceva il cartello di Sarah in francese, "Vittorio è vivo e lotta insieme a noi", il cartello in italiano.

Intorno agli attivisti, una folla di palestinesi, per lo piu' pescatori, che, insieme agli internazionali, hanno iniziato a cantare "Unadikum", canzone molto amata da Vittorio Arrigoni, canzone con cui si è aperta in maniera commovente l'iniziativa.

Successivamente si è tenuta una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di diversi esponenti dell'associzionismo palestinese. Si sono susseguiti gli interventi di Adie Mormech, attivista inglese, Saad Zyaad, della Union of Agricultural Work Committees, Zacaria Abu Aahd, pescatore e volontario della Union of Agricultural Work Committees, Navil, cantante spagnolo di origine palestinese, giunto a Gaza in occasione delle iniziative in ricordo di Vittorio, e che si esibirà oggi nel campo rifugiati di Al Bureij, e di Khalil Shaheen, del Palestinian Center for Human Rights. 

Durante la commemorazione molti palestinesi hanno esposto immagini di diversi martiri e vittime delle aggressioni israeliane, in particolare di pescatori uccisi dalla Marina militare israeliana. 

Il nostro sguardo non ha potuto non fermarsi sulla fotografia di Mohammed Mansour Baker, pescatore palestinese di 20 anni ucciso il 24 settembre 2010 da un proiettile dell'esercito della Marina militare israeliana mentre stava pescando a 2 miglia nautiche dalla costa di Sudaniya. Avevamo conosciuto la sua famiglia nel gennaio 2011, quando quattro suoi parenti erano stati arrestati in mare dalla Marina militare israeliana. La famiglia Baker, numerosissima, e' una delle famiglie di pescatori più povere della Striscia di Gaza, ed inspiegabilmente fra le più colpite dagli attacchi israeliani in mare. Vittorio Arrigoni era stato molto vicino alla famiglia di Mohammed Mansour Baker a quel tempo, e per questo, lo ricordano con molto affetto.

Dopo la conferenza i pescatori sono usciti in mare sulle loro piccole barche, le "hasaka", iniziando una marcia in omaggio a Vittorio. Non vi sarebbe stato di certo un posto migliore per ricordare Vik, il porto di Gaza, e non avrebbe potuto esserci un modo migliore per ricordarlo, ricordando insieme a lui i pescatori vittime delle aggressioni militari. 

Vittorio infatti usava accompagnare i pescatori sulle loro imbarcazioni e pescherecci, insieme agli altri attivisti internazionali, perché la presenza internazionale potesse fare da deterrente contro gli attacchi israeliani sui pescatori. 

Attacchi che purtroppo continuano ad avvenire tuttora nonostante gli accordi per il cessate il fuoco raggiunti dopo l'offensiva militare israeliana "Pilastro di Difesa" del Novembre 2012, accordi secondo cui ai pescatori di Gaza avrebbe dovuto essere acconsentito di raggiungere le 6 miglia nautiche dalla costa. Durante gli attacchi, ai pescatori viene impedito di pescare anche all'interno di 3 miglia nautiche dalla costa, e spesso vengono arrestati, feriti, e le loro barche confiscate.

L'ultimo pescatore rimasto vittima delle aggressioni militari israeliane si chiama Fahmy Abu Ryash, aveva 23 anni ed è stato ucciso sulla spiaggia di Beit Lahiya il 28 settembre 2012, a due anni di distanza dalla morte di Mohammed Mansour Baker. Andare a pescare a Gaza significa andare ad affrontare un esercito. Eppure, molti pescatori non demordono e con grande dignità continuano ad andare in mare cercando di guadagnare per poter sostenere le proprie famiglie. 

Se nella parte interna di Gaza la situazione appare in questi giorni più tranquilla, nonostante il passaggio di aerei militari, in mare e nelle aree al confine con Israele i civili continuano ad essere vittime di attacchi israeliani. Situazione che diventa particolarmente pesante in questo periodo, in quanto i contadini devono raccogliere il grano in molte aree lungo il confine con Israele. 

Vittorio era molto vicino alle famiglie di pescatori, di contadini, alle famiglie che maggiormente soffrono dell'assedio sulla Striscia di Gaza, Vittorio per questo è amato e ricordato. Basta scambiare alcune parole con queste famiglie per rendersi conto che qui a Gaza Vittorio sarà ricordato per sempre. 












sabato 2 febbraio 2013


Gli accordi per il cessate il fuoco del 21 novembre 2012 hanno stabilito che le forze militari israeliane devono "astenersi dal colpire i residenti nelle aree lungo il confine" e "cessare le ostilità nella Striscia di Gaza, via terra, via mare e via aria, compreso le incursioni e le uccisioni mirate." 

Tuttavia attacchi militari israeliani via terra e via mare si sono susseguiti a partire dal giorno successivo al cessate il fuoco, ed aerei militari israeliani hanno sorvolato costantemente il cielo della Striscia di Gaza.

Nella settimana compresa fra il 22 ed il 29 novembre, un giovane palestinese è stato ucciso e 42 civili, compresi 7 bambini, sono rimasti feriti nelle aree lungo il confine con Israele, e la marina militare israeliana ha continuato ad attaccare pescatori palestinesi nelle acque di Gaza.


Il 22 novembre 2012, giorno successivo al cessate il fuoco, verso le 15:30, decine di civili palestinesi  accanto alla barriera di separazione ad est di  al-Faraheen in Abassan, est di Khan Yunis, sventolavano bandiere lungo il confine. Forze israeliane hanno iniziato a sparare. Nove palestinesi sono rimasti feriti e trasportati all' European Gaza Hospital in Khan Yunis, con ferite moderate.
Lo stesso giorno, decine di civili palestinesi avevano raggiunto la zona al confine ad east del villaggio di  al-Shouka, ad est di Rafah. Stavano cantando slogan in sostegno della resistenza palestinese. I soldati israeliani hanno aperto il fuoco. 2 civili palestinesi sono rimasti feriti e ricoverati all' Abu Yusef al-Najjar Hospital in Rafah con ferite moderate.


Il 23 novembre 2012, le forze israeliane hanno ucciso un civile palestinese e ferito altre 18 persone, compreso 3 bambini, vicino il confine ad est di Khan Younis.

Verso le 07:30,decine di palestinesi si trovavano vicino la barriera di separazione ad est di Khan Younis, in  Abassan and Khuza'a. I soldati israliani hanno sparato ed ucciso Anwar Abdul Hadi Msallam Qudeih, 20 anni, colpito al volto e morto immediatemente.  I 18 feriti hanno riportato ferite moderate e minori.


Il 25 novembre 2012, un bambino palestinese è rimasto ferito quando forze israeliane hanno aperto il fuoco ad est di Khan Younis su un gruppo di bambini che si erano avvicinati alla barriera di separazione con Israele, ad est del villaggio di  Abassan, ad est di Khan Younis. Il bambino si chiama Mohammed Nabil Ahmed Abu Eyadah, 14 anni, rimasto ferito lievemente alla testa.


Il 26 novembre 2012, le forze israeliane posizionate sulla barriera di separazione al confine ad est di Khan Younis hanno aperto il fuoco su un gruppo di ragazzini che si erano avvicinati alla barriera nella stessa area ad est del villaggio di Abassan, un bambino è rimasto ferito.


Inoltre, lo stesso giorno, altri 2 palestinesi sono rimasti feriti quando l'esercito israeliano posizionato ad est di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, ha aperto il fuoco su un gruppo di civili e contadini vicino la barriera al confine ad est di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza. Uno dei feriti è stato ricoverato in condizioni critiche. Il primo civile è stato ferito da un proiettile alla coscia destra e frammenti di proiettile alla spalla destra, ed è stato trasferito al  Kamal Odwan hospital in Beit Lahia, le sue condizioni sono state descritte moderate. Il secondo civile è stato ferito da un proiettile al ginocchio sinistro ed è stato trasferito all'Awda hospital in Tal al-Za'tar, e poi trasferito allo Shifa hospital in Gaza city, dove è stato sottoposto ad operazione chirurgica. Successivamente è stato trasportato ad un ospedale egiziano per ricevere terapia.


Il 27 novembre 2012, un civile palestinese è rimasto ferito quando l'esercito israeliano posizionato sulla barriera di separazione al confine ad est di  Abu Safiya, est di Jabalya, ha sparato proiettili e gas lacrimogeni contro un gruppo di civili e contadini vicino la barriera. Il civile palestinese ha 18 anni ed è stato ferito da un proiettile al ginocchio destro ed è stato trasferito al Kamal Odwan hospital in Beit Lahia. Successivamente è stato trasferito allo Shifa hospital in Gaza city. Le sue condizioni sono state descritte critiche, avendo riportato lacerazione del ginocchio e taglio di alcune arterie.

Lo stesso giorno, un altro civile palestinese è rimasto ferito quando l'esercito posizionato ad est del villaggio di al-Shouka, ad est di Rafah, ha aperto il fuoco a decine di Palestinesi vicini all'area del confine. Il giovane ferito si chiama Abdul Fattah Ashraf Zaqout, 20 anni, colpito con tre proiettili all'addome a al braccio destro. E' stato trasportato all' Abu Yusef al-Najjar Hospital, le sue ferite sono state descritte moderate.


Il 28 novembre 2012, un civile palestinese è rimasto ferito quando forze israeliane posizionate sulla barriera al confine ad est del villaggio di al-Shouka, ad est di Rafah, hanno aperto il fuoco contro decine di palestinesi nella zona. Il civile ferito si chiama Suleiman Saleh al-Najadi, 42 anni, ed è stato colpito da un proiettile alla schiena. E' stato trasportato al Gaza European hospital in Khan Younis con ferite moderate.

Lo stesso giorno, un altro palestinese è rimasto ferito quando forze israeliane sulla barriera di separazione al confine ad est di Beit Hanoun hanno aperto il fuoco contro un gruppo di civili palestinesi e contadini della zona. Il civile palestinese ferito, Hassan Ahmed Naseer, 26 anni, di Beit Hanoun, è stato colpito da un proiettile al ginocchio destro ed è stato trasportato al Kamal Odwan Hospital in Beit Lahia, riportando ferite di livello moderato e critico.

Inoltre, lo stesso giorno, 8 civili, compreso 3 bambini, sono rimasti feriti quando forze israeliane hanno sparato a decine di palestinesi vicini alla barriera di separazione ad est di  dei campi dei rifugiati di al-Bureij e al-Maghazi, nell'area centrale della Striscia di Gaza. Due feriti sono stati trasportati con ferite critiche allo Shifa hospital in Gaza City.

Lo stesso giorno, l'esercito israeliano ha aperto il fuoco su un gruppo di civili e contadini ad est di Beit Hanoun. Mahmoud Sami Na'im, 24 anni, è rimasto ferito da frammenti di proiettile al petto. E' stato trasferito al Beit Hanoun hospital e le sue ferite sono moderate.

Inoltre, navi militari israeliane hanno aperto il fuoco contro imbarcazioni di pescatori palestinesi a nord della Striscia di Gaza, di fronte al-Waha resort. I pescatori sono stati terrorizzati e sono scappati per paura di essere arrestati o feriti.


Nella settimana successiva, fra il 29 novembre e il 5 dicembre, l'esercito israeliano ha ucciso un altro palestinese a sud della Striscia di Gaza e ferito 14 civili, compreso quattro bambini, lungo le aree al confine con Israele.

Inoltre l'esercito israeliano ha continuato ad attaccare pescatori, ed ha arrestato 20 pescatori, compresi 5 minori.

Il 29 novembre 2012, verso le 10:15, navi militari israeliane davanti le coste di Beit Lahia hanno intercettato una barca di pescatori con a bordo 6 pescatori mentre si trovavano a circa 5 miglia dalla costa. La barca appartiene a Fahed Ziyad Baker, 38 anni, di Gaza City. L'esercito israliano ha arrestato i  6 pescatori e li ha interrogati per poi rilasciarli dopo circa 2 ore.  I pescatori sono Fahed Ziyad Baker, 38 anni, Ihab Jawad Baker, 36 anni, Mohammed Ziyad Baker, 32 anni, Na'im Fahed Baker, 16 anni; Ziyad Fahed Baker, 18 anni e Ali Alaa' Baker, 18 anni.

Lo stesso giorno, verso le 10:30, l'esercito israeliano posizionato lungo il confine ad est di Beit Hanoun ha sparato proiettili e gas lacrimogeni contro un gruppo di civili e contadini vicino il confine, mentre stavano si avvicinavano alla barriera di separazione. Waheed Majed Adel al-Fseifis, 17 anni, del campo rifugiati di Jabalya è stato ferito da un proiettile alla gamba sinistra. 

Il 30 novembre 2012, verso le 15:30, le forze israeliane sono entrate ad est della città di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, attraverso il gate di Abu Safiya, ed hanno aperto il fuoco contro un gruppo di civili palestinesi e contadini vicino la barriera al confine. Quattro palestinesi sono rimasti feriti:  Lo'ai Ahmed Kamel Abed Rabbu, 14 anni, di Jabalia, ferito da un proiettile alla gamba destra; Ahmed Anwar al-Zaza, 18 anni, del quartiere di al-Sha'af  in Gaza City, ferito da un proiettile al ginocchio destro; Salman Osama Salman Abu Ajwa, 24 anni, di al-Sheja'iya in Gaza City, ferito da un proiettile alla gamba destra; Ahmed Mesleh Salah, 26 anni, di al-Toffah in Gaza City, ferito da un proiettile alla gamba destra.


Lo stesso giorno, le Forze israeliane hanno ucciso un civile palestinese ad est del villaggio di al-Shouka, ad est di Rafah.  Il civile è stato ucciso quando i soldati israeliani lungo la barriera di separazione al confine ad est di Rafah hanno aperto il fuoco su decine di palestinesi. Il civile era rimasto ferito da un proiettile al bacino ed è stato trasportato all' Abu Yusef al-Najjar hospital.  A causa della gravità delle ferite, è stato poi trasportato all'European hospital in Khan Younis, dove è morto sabato mattina, 1 dicembre 2012.

Contemporaneamente, l'esercito israeliano posizionato sulla barriera al confine ad est di Khan Younis, ha aperto il fuoco su un gruppo di civili lungo il confine. Un giovane, Bassam Mohammed Abu Rjaila, 22 anni, è stato ferito da un proiettile alla gamba.

Verso le 16:10, l'esercito israeliano posizionato lungo la barriera di separazione a nord-est del campo rifugiati di al-Bureij, al centro della Striscia di Gaza, ha aperto il fuoco contro circa 70 civili che stavano protestando vicino la barriera al confine.  4 persone, del campo rifugiati di al-Bureij, sono rimaste ferite e sono state trasportate all' Al-Aqsa Martyrs' Hospital in Deir al-Balah. Le ferite sono state descritte moderate.  I quattro civili feriti sono: Hassan Hammad Ibrahim al-Tebri, 39 anni, ferito da un proiettile alla gamba sinistra; Ahmed Abdul Qader Omar Abu Jalal, 22 anni, ferito da un proiettile alla gamba destra;
Mohammed Ahmed Sulaiman al-Awawda, 27 anni, ferito da un proiettile anna gamba sinistra; Mohammed As'ad Mohammed al-Bardini, 23 anni, ferito da un proiettile alla coscia destra.


Domenica 1 dicembre 2012, verso le 10.00 del mattino, navi militari israeliane hanno aperto il fuoco contro una barca di pescatori a circa 3 miglia dalla costa di Gaza. Le forze israeliane hanno circondato la barca ed arrestato 5 pescatori, compreso due minori, e trasferiti al porto di Ashdod dove sono stati sottoposti ad interrogatorio prima di essere rilasciati. I pescatori sono Ramez Izzat Baker, 41 anni, di Gaza City, suo fratello Rami, 34 anni, e 3 cugini loro cugini,  Bayan Khamis Baker, 17 anni, Mohammed Khaled Baker, 17 anni, Omar Mohammed Baker, 22 anni.

Contemporaneamente, una nave militare israeliana ha attaccato due barche di pescatori appartenenti a Sabri Mohammed Baker, 52 anni, e Eid Mohsen Baker, 23 anni, mentre pescavano a circa 2 miglia dalla costa. L'esercito israeliano ha aperto il fuoco contro le barche, danneggiando il motore della barca di Eid Baker. I pescatori sono stati arrestati e trasportati al porto di Ashdod dove sono stati sottoposti ad interrogatorio. Otto pescatori sono stati rilasciati ma le due barche sono state confiscate. I pescatori sono Sabri Mahmoud Baker, 52 anni; Aomran Sabri Baker, 21 anni; Abdallah Sabri Baker, 13 anni; Eid Mohsen Baker, 23 anni; Walid Mohsen Baker, 18 anni; Ziad Fahed Baker, 17 anni; Sadam Samir Baker, 26 anni;  Haitham Talal Baker, 26 anni. Emad Mohammed Baker, 33 anni, è stato trattenuto in arresto.

Lo stesso giorno, verso le 14:30, le Forze israeliane posizionate sulla barriera di separazione ad est del gate di Abu Safeya, ad est di Jabalia, hanno aperto il fuoco contro civili palestinesi e contadini che si trovavano vicino la barriera. Un giovane palestinese, Nedal Mohammed Abdallah, 21 anni, di Jabalya, è stato ferito da un proiettile al piede destro.
Due ore dopo, verso le 16:30, l'esercito israeliano ha sparato proiettili e gas lacrimogeni nello stesso posto ad est di Jabalia contro civili palestinesi e contadini. Un giovane di 23 anni, Mahmoud Mohammed al-Adgham, di al-Sheikh Radwan in Gaza City, è stato ferito da un proiettile al piede destro.


Contemporaneamente, verso le 16:30, le Forze israeliane posizionate vicino la barriera di separazione al confine ad est di Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza, hanno sparato proiettili e gas lacrimogeni contro civili palestinesi e contadini. Un civile di 28 anni, Sami Saeed Rabi’a Hamdiya, di Jabalya, è stato ferito da un proiettile al ginocchio destro.


Il 3 dicembre 2012, verso le 11:00, le Forze israeliane posizionate lungo la barriera al confine ad est del campo rifugiati di al-Bureij, al centro della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco su un ragazzino di 16 anni,  Jihad Mesbah Salim al-Sawarka, ferendolo al ginocchio sinistro, mentre si trovava ad una distanza di circa 300 metri dal confine.

Domenica 9 dicembre, verso le 12:00, forze israeliane si sono posizionate alle torri di osservazione sulla barriera di separazione vicino Beit Hanoun, Erez, a nord della Striscia di Gaza, ed hanno aperto il fuoco su un gruppo di lavoratori che stavano raccogliendo pietre e sabbia dalle macerie degli edifici distrutti nell'area industriale di Erez. Abdullah Salim Abu Jari, 23 anni, che vive nel villaggio di Um al-Nasser, è rimasto ferito alla gamba sinistra, mentre si trovava a circa 300 mt dal confine. Un gruppo di lavoratori l'ha trasportato al  Martyr Kamal Odwan hospital in Beit Lahia. Le sue ferite sono moderate. 
Lavoratori palestinesi di solito raccolgono pietre e sabbia dalle macerie degli edifici distrutti per usarle nella costruzione e ricostruzione, soprattutto perché l'ingresso di materiale da costruzione nella Striscia di Gaza è stato ristretto da quando Israele ha imposto l'assedio 6 anni fa.  

Nella settimana tra il 13 ed il 19 dicembre, altri 5 civili palestinesi sono rimasti feriti, 4 di loro nelle aree lungo il confine, mentre altri 5 in mare. 


Il 13 dicembre 2012, verso le 12.30, un ragazzo è stato gravemente ferito quando l'esercito israeliano posizionato al confine ad est di Wadi Gaza (Johr-al Dik)  ha aperto il fuoco verso di lui. Il ragazzo di 19 anni,   'Asef Rasmi Ibrahim al-Khaldi, del campo rifugiati di al-Bureij, stava raccogliendo alluminio e pezzi di metallo dalla discarica, che si trova a circa 150 metri dalla barriera di separazione al confine. Il ragazzo p estato gravemente ferito da un proiettile al braccio destro.



Venerdì 14 dicembre 2012, verso le 14.30-15.00, un giovane di 22 anni, Mohammed Salah Qudaih, si trovava nella terra della sua famiglia in Faraheen, a sud della Striscia di Gaza.

La terra dista circa 200 mt dal confine con Israele. Tre soldati israeliani sono scesi da una jeep, poi uno ha imbracciato l'ama da fuoco ed ha iniziato a sparare. Mohammed è rimasto ferito al braccio destro ed è stato trasportato all'European hospital in Khan Younis, dove ha trascorso la notte ed è stato rilasciato il giorno successivo. 
Il mio report di quell'attacco qui: http://ilblogdioliva.blogspot.co.il/2012/12/un-altro-giovane-contadino-ferito-nelle.html

Lo stesso giorno, verso le 16.00, ad est di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, soldati israeliani hanno aperto il fuoco contro un gruppo di contadini che si trovavano a circa 150 metri dalla barriera di separazione del confine. Due giovani son rimasti feriti. Momim Mohammed Nawwarah, 19 anni, del campo rifugiati di Jabalia, è stato ferito da un proiettile alla gamba destra. E'stato trasportato all' Awda hospital e successivamente trasferito allo Shifa hospital in quanto presentava una forte emorragia. 
Il secondo civile è Rami Mohammed Abu Amira, 19 anni, ferito da inalazione di gas lacrimogeno.




Il 15 e 16 dicembre 2012, verso le 06:00, navi militari israeliane davanti alle coste del resort al-Waha, a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro pescatori palestinesi che si trovavano a circa 6 miglia dalla costa. I pescatori, terrorizzati, sono scappati per timore di essere feriti o arrestati.

Lo stesso 16 dicembre, verso le 13:30, l'esercito israeliano lungo il confine ad est di Khan Younis ha aperto il fuoco verso un gruppo di palestinesi che si trovavano nelle loro terre vicino la barriera di separazione. Khaled Sulaiman Abdul Karim Mhanna, 25 anni, è stato gravemente ferito da un proiettile all'addome, mentre lavorava nella sua terra a circa 500 metri di distanza dalla barriera. 


Il 17 dicembre 2012, verso le 06:30, navi israeliane posizionate nella stessa area del giorno precedente, di fronte alle coste del resort al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro pescatori palestinesi  che si trovavano a 6 miglia dalla costa. I pescatori sono scappati.

Lo stesso giorno, verso le 09:30, navi israeliane nelle acque di Gaza hanno aperto il fuoco contro una barca di pescatori appartenente a Mos'ad Abdul Razeq Baker, 38 anni, mentre stava pescando con suo nipote  Mohammed Tareq Abdul Razeq Baker, 20 anni. I pescatori si trovavano a circa 7 miglia nautiche dalla costa Mos'ad è rimasto gravemente ferito da un proiettile alla gamba sinistra ed è stato trasportato al Barzilai Medical Center in Ashkelon, in Israele, mentre suo nipote è stato arrestato ed interrogato. La loro barca, no. 12935 è stata confiscata. 

Verso le 15.30 dello stesso giorno, l'esercito israeliano posizionato lungo il confine ad est del campo rifugiati di al-Bureij, al centro della Striscia di Gaza, ha arrestato 4 minori palestinesi che stavano tentando di attraversare il confine tra Israele e la Striscia di Gaza. I quattro ragazzini sono: Yusef Ali Ibrahim al-Nabahin, 17 anni,  Feras Khalil Ibrahim Weshah, 17 anni, A'ed Nasser Abdullah Abu Zaid, 15 anni, e Sa'eb Tahseen Hassan Faraj, 17 anni, tutti del campo rifugiati di al-Bureij. 


Lo stesso giorno, soldati israeliani hanno aperto il fuoco su decine di contadini palestinesi nelle loro terre in Khan Younis, a sud della Striscia di Gaza. 

Il corrispondente di Press Tv in Gaza,  Ashraf Shannon, ha comunicato che l'esercito ha aperto il fuoco contro i contadini e lo staff televisivo che stava filmando per riportare le continue violazioni israeliane contro i residenti nelle aree al confine. 




Il 18 dicembre 2012, verso le 7.00 del mattino, l'esercito israeliano è entrato all'interno del territorio palestinese avanzando di 100 metri dalla barriera di separazione ed entrando nel villaggio di Khuza'a attraverso il gate Abu Rida, ad est di Khan Younis, a sud della Striscia di Gaza. 
Bulldozer israeliani hanno iniziato a condurre operazioni di livellamento spianando la terra palestinese, e raggiungendo l'area di Faraheen in Abassan.  Verso le 11:00, l'esercito israeliano è rientrato al confine.

Venerdì 21 dicembre, verso le 14.40, Forze israeliane posizionate all'interno delle torri di controllo lungo il confine ad est di Jabalia hanno aperto il fuoco contro un gruppo di civili e di contadini che erano a circa 30 metri dalla barriera di separazione e che stavano protestando contro la decisione israeliana di imporre la "buffer zone" lungo il confine. Due palestinesi sono rimasti feriti, incluso un minore: Mohammed Ahmed Mahmoud ‘Ebeid, 21 anni, ferito da un proiettile che lo ha colpito alle due gambe, e Mazen Jamal Mohammed Mesleh, 17anni, ferito gravemente da un proiettile alle ginocchia.


Lo stesso giorno, verso le 15:50, nel corso di un'altra manifestazione contro la "buffer zone", le Forze israeliane posizionate alle torri di controllo lungo il confine a nord di Beit Lahia,a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro un gruppo di civili e di contadini che si trovavano a circa 150 metri dalla barriera di separazione. Due palestinesi, compreso un minore, sono rimasti feriti: Mohammed Mostafa Mohammed ‘Ashour, 31 anni, del campo rifugiati di  Jabalya, ferito da un proiettile alla gamba destra, e Mohammed Ibrahim Mohammed Salman, 15 anni, di Beit Lahia, ferito da un proiettile alla gamba sinistra.


Domenica 23 dicembre, in serata, 2 ragazzi sono rimasti feriti vicino la barriera di separazione al confine di Bureij camp, e trasportati all'Aqsa Martyrs hospital.

Nella stessa giornata di domenica, due pescatori sono stati arrestati dalla Marina militare israeliana mentre si trovavano a circa 5 miglia nautiche dalla costa. I due pescatori sono Mohammed Ahmed Zidan, 31 anni, e Ahmed Zidan Zidan, 26 anni. La loro barca è stata confiscata. Il mio report e visita ai due pescatori qui:
http://ilblogdioliva.blogspot.co.il/2012/12/due-pescatori-arrestati-nelle-acque-di.html



Il 27 dicembre 2012, verso le 6.20 del mattino, ed il 28 dicembre, verso le 6.30 del mattino, navi militari israeliane hanno aperto il fuoco contro pescatori palestinesi di fronte al-Waha resort, a nord della Striscia di Gaza. I pescatori, che si trovavano a 6 miglia dalla costa, erano terrorizzati e sono tornati indietro verso la costa per paura di rimanere feriti od essere arrestati 

Il 29 dicembre 2012, verso le 6.45 del mattino, navi militari israeliane hanno nuovamente aperto il fuoco contro pescatori palestinesi di fronte al Waha resort, a nord della Striscia di Gaza, ed i pescatori, a circa 6 miglia dalla costa, sono tornati indietro.

Lo stesso giorno, navi militari israeliane hanno sparato contro l'imbarcazione di Fahed Baker, mentre si trovava a circa 3 miglia e mezzo dalla costa, a nord della Striscia di Gaza.
C'erano altre imbarcazioni attorno, che erano riuscite a scappare al fuoco dei soldati israeliani, ma Fahed Baker, che stava tirando su le reti, era in ritardo. "Altri pescatori sono venuti in mio aiuto e sono riuscito a scappare", ci ha raccontato Fahed. Sulla sua barca si trovava con suo fratello, suo figlio e suo cugino.
La sua imbarcazione è stata crivellata da centinaia di proiettili M-16.
Fahed ha 39 anni, e due dei suoi figli sono malati. Dovrà riparare la sua barca ora. Circa un mese fa i soldati avevano sparato al motore della sua barca. Fahed aveva dovuto comprare quindi un nuovo motore.

Il 31 dicembre 2012, verso le 11:15 del mattino, forze israeliane posizionate lungo il confine a nord della Striscia di Gaza hanno aperto il fuoco contro un gruppo di lavoratori che stavano raccogliendo macerie e legna da ardere. Un ragazzo di 17 anni, Ramzi Mohammed Rajab Ma'rouf, di Beit Lahia, è rimasto ferito da un proiettile alla gamba destra. Ma'rouf si trovava a circa 500 metri dalla barriera di separazione al confine. E' stato trasportato da un trattore all'ambulanza della Palestine Red Crescent Society's (PRCS) che lo ha trasferito al Martyr Kamal Odwan hospital in Beit Lahia. Le sue ferite sono moderate.

Il 3 gennaio 2013, verso le 8.00 del mattino, forze israeliane sono entrate in territorio palestinese di circa 200 metri, entrando nel villaggio Wadi Gaza (Johr al-Deek) muovendosi ad ovest della barriera di separazione. Hanno spianato le terre palestinesi e si sono ritirate 4 ore dopo.


Il 5 gennaio 2013, verso le 10.00 del mattino, forze israeliane posizionate sulla barriera di separazione a nord della discarica a nord di Beit Hanoun, hanno aperto il fuoco contro un camion dei rifiuti che si trovava a circa 150 metri dal confine. L'operaio Awad Abdullah Ali al-Za'anin, 36 anni, di Beit Hanoun, è rimasto ferito dai frammenti di un proiettile al lato destro della testa. Inoltre, il camion ha subito danni.  Al-Za'anin ed il conducente del camion  Mohammed Nasir si sono nascosti ed hanno chiamato l'amministrazione della municipalità che ha inviato sul posto un'ambulanza del Ministero della Salute. L'uomo ferito è stato trasportato al Beit Hanoun Governmental Hospital. Dopo essere stato sottoposto a radiografia, i dottori hanno trovato in superficie frammenti di proiettile al lato destro della testa, ed un frammento in profondità all'interno.


L' 11 gennaio 2013, l'esercito israeliano ha ucciso un palestinese e ferito un altro, al confine ad est di Jabalia.
Il giovane palestinese ucciso aveva 19 anni ed era uno studente universitario di legge, era all'ultimo anno. Il suo nome è Anwar Mohammed Elyan Al-Mamlouk. E' stato ucciso con un proiettile all'addome.
Verso le 16.10, forze israeliane posizionate lungo la barriera di separazione ad est del cimitero di al/Shohada, ad est di Jabalia, hanno aperto il fuoco ed usato gas lacrimogeni contro un gruppo di persone che erano a circa 50 metri dalla barriera
E' stato trasportato da un "toc toc" al Kamal Odwan hospital ma era ormai morto.
Il ragazzo ferito si chiama invece Omar Ismail Wadi, ha 21 anni. E' rimasto ferito da frammenti di proiettile ad entrambe le gambe mentre stava correndo a soccorrere Anwar Al-Mamlouk. Anwar si trovava a circa 10 metri dalla barriera di separazione al confine, mentre Omar era a circa 30 metri.
Spesso di venerdì pomeriggio, giorno di festa, i palestinesi, civili e contadini, si recano nelle terre lungo il confine per passeggiare con le proprie famiglie. Molti giovani usano sostare seduti di fronte la barriera. Guardando alle loro terre occupate. Purtroppo l'esercito israeliano non si fa scrupoli ad aprire il fuoco contro civili.



Il 13 gennaio 2013, verso le 6:30, navi militari israeliane stazionate di fronte alle coste del resort al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro imbarcazioni dei pescatori per circa 30 minuti. I pescatori spaventati sono scappati per timore di essere arrestati o feriti.


Il 14 gennaio 2013, verso le 07:00, forze israeliane sono entrate di 100 metri all'interno del territorio palestinese muovendosi verso ovest all'interno del villaggio di Khuza'a, a sud della Striscia di Gaza, spianando la terra palestinese fino al pomeriggio, per poi ritornare al confine.

Verso le 14.00 dello stesso giorno, le forze israeliane posizionate nelle torri di controllo hanno aperto il fuoco nelle terre a nord di Beit Lahia,a nord della Striscia di Gaza, su un gruppo di lavoratori e contadini che si trovavano a circa 1 km di distanza dal confine. Un soldato israeliano, appostato in una torre di controllo, ha sparato alla testa un giovane, uccidendolo.
Mostafa Abd Al Hakeem Abu Jarad aveva 21 anni. Il giovane era stato trasportato al Kamal Odwan hospital, poi trasferito allo Shifa hospital in Gaza city. Qui è stato sottoposto ad operazione chirurgica per rimuovere i frammenti di proiettile dalla testa e poi portato nel reparto di Terapia Intensiva. Un dottore nel reparto ci ha detto che il proiettile è entrato ed uscito dalla testa, il cervello ha subito danni e vi è stata emorragia cerebrale. Il giovane Mustafa è morto poco dopo.

Il 16 gennaio 2013, verso le 8:30, forze israeliane posizionate lungo la barriera di separazione al confine con Israele, ad est di Bureij, al centro della Striscia di Gaza, hanno sparato 2 colpi di artiglieria che hanno colpito un'area disabitata ad una distanza di circa 200 metri.

Verso le 11:30 dello stesso giorno, forze israeliane posizionate nelle torri di controllo a nord del villaggio beduino di Um al-Nasser, a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro lavoratori che stavano raccogliendo pietre , ferro e legno, per circa 20 minuti ed ad una distanza di circa 150 metri dal muro di separazione. I lavoratori spaventati sono scappati per timore di essere feriti.

Lo stesso giorno, forze della marina militare israeliana hanno arrestato 3 pescatori palestinesi mentre pescavano nelle acque di Gaza. I tre sono tutti della famiglia Baker. Sono stati arrestati e successivamente rilasciati, e la loro barca confiscata.


Il 17, 18, 19, 20 e 21 gennaio 2013, verso le 6:30-7:00 del mattino, navi militari israeliane posizionate davanti al resort al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro pescatori palestinesi per circa 15 minuti ed ad una distanza di circa 5 miglia nautiche dalla costa. I pescatori spaventati sono scappati per timore di essere feriti o arrestati.



Il 18 gennaio 2013, verso le 15:40, forze israeliane posizionate lungo la barriera del confine a nord del cimitero Islamic Martyrs, ad est di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, hanno sparato proiettili e gas lacrimogeni contro un gruppo di civili e contadini che si trovavano a circa 100 mt dalla barriera di separazione. Yousif Soliman Hamdan Abu Odah, 21, anni, di Jabalia, e' rimasto ferito  da un colpo di gas lacrimogeno alla testa. E' stato trasportato al  Kamal Odwan hospital in Beit Lahia per ricevere cure.

Verso le 15:45 dello stesso giorno, forze israeliane posizionate nelle torri di controllo lungo la barriera del confine a nord di  Boret Abu Samrah, a nord di Beit Lahia, hanno sparato proiettili e gas lacrimogeno contro un gruppo di civili e contadini, che si trovavano a pochi metri dalla barriera. Mohammed Samir Ahmed Sorour, 17 anni, di al-Shaimaa’ in Beit Lahia, e' rimasto ferito da un proiettile al piede sinistro.



Il 19 gennaio 2013, verso le 8:00 del mattino, una bambina di 2 anni e' rimasta ferita quando forze israeliane posizionate lungo il confine, ad est del villaggio di Wadi al-Salqa al centro della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco verso case e  terreni agricoli palestinesi.
La bambina stava giocando di fronte alla casa della sua famiglia che si trova a circa 1 km di distanza dal confine. La bambina, Nahed Ahmed al-'Edini, 2 anni, e' stata ferita da un proiettile alla gamba sinistra.

Il 21 gennaio 2013,  verso le 8:30 del mattino, forze israeliane posizionate nelle torri di controllo lungo il confine, ad est del cimitero di al-Shuhada' ad est di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro contadini palestinesi e raccoglitori di pietre per circa 10 minuti. I contadini ed i lavoratori sono scappati.

Verso le 9:40 dello stesso giorno, forze israeliane posizionate nelle torri di controllo a nord ovest di Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro lavoratori che stavano raccogliendo plastica, pietre e legna da ardere a pochi metri dalla barriera di separazione.
Abdullah Mohammed Ma'arouf, 18 anni, e' stato ferito da un proiettile alla gamba destra. Ma'arouf e' stato trasportato al Kamal Odwan hospital dove e'stato operato. I dottori hanno fissato un ferro all'interno della gamba. Ma'arouf era stato ferito dall'esercito israeliano alla stessa gamba circa 2 anni e mezzo fa.

Il 23 gennaio 2013, verso le 6:15, navi militari israeliani posizionate di fronte alle coste all'altezza del resort al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hannop aperto pesantemente il fuoco contro barche di pescatori palestinesi per circa 15 minuti, a circa 5 miglia dalla costa. I pescatori spaventati sono scappati per timore di essere arrestati o feriti.


Lo stesso giorno, verso 8:40, forze israeliane sono entrate all'interno del territorio palestinese di circa 200 metri, muovendosi nell'area di al-Qobtania, a sud est di Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza.  Hanno spianato la terra palestinese, accompagnando l'operazione di livellamento da alcuni spari. Contadini palestinesi e cacciatori di uccelli, nelle aree vicine, sono scappati per paura di essere feriti. Verso le 14.30 le forze israeliane si sono ritirate.

Il 24 gennaio 2013, versi le 6:00, navi israeliane posizionate davanti alle coste all'altezza del resort  al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro le imbarcazioni dei pescatori palestinesi per 15 minuti, ad una distanza di circa 5 miglia nautiche dalla costa. I pescatori sono scappati per timore di essere arrestati o feriti.


Lo stesso giorno, verso le 7:00 del mattino, forze israliane posizionate alla barriera di separazione al confine ad est di al-Boreij al centro della Striscia di Gaza,hanno arrestato Mohammed Ali Eid al-Sakni, 17 anni, e Khalid Akram Mohammed Qashlan, 15 anni, entrambi del campo rifugiati di al-Nusseirat, quando i due ragazzi avevano tentato di avvicinarsi alla barriera di separazione per entrare in Israele.


Il 25 gennaio 2013, verso le 6:30, navi militari israeliane posizionate davanti alle coste all'altezza del resort al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro le barche dei pescatori palestinesi per circa 20 minuti, ad una distanza di 5 miglia nautiche dalla costa. I pescatori spaventati sono scappati per timore di essere arrestati o feriti.

Lo stesso giorno, verso le 8:20 del mattino, forze israeliane posizionate all'interno delle torri di controllo ad est del cimitero f Islamic Martyrs, ad est di Jabalya, a nord della Strisci di Gaza, hanno aperto il fuoco per circa 10 minuti contro contadini, cacciatori di uccelli e lavoratori che raccoglievano pietre nelle vicinanze del cimitero.   I civili spaventati sono scappati per timore di essere feriti.

Verso le 15:30 dello stesso giorno, forze israeliane posizionate sulla barriera di separazione al confine a nord est  del cimitero Islamic Martyrs, hanno aperto il fuoco e lanciato lacrimogeni contro un gruppo di civili  che si trovavano a pochi metri dalla barriera. 4 civili sono rimasti feriti, incluso 2 minori.
I 4 civili feriti sono:
Baker Hashem al-Fayoumi, 20 anni, di al-Sheja’aya, ferito da frammenti di proiettile al lato sinistro del collo e alla gamba destra.
Mohammed Hatem Mohammed Eid al-Summery, 16 anni, di al-Sheja’aya, ferito alla guancia sinistra.
Faisal Naser Yousif al-Summery, 18 anni, di al-Sheja’aya, ferito da un proiettile alla coscia destra.
Nidal Hussein Ahmed Nofal, 12 anni, di Jabalya, ferito da un proiettile alla mano sinistra.

Verso le 15:40, forze israeliane posizionate nelle torri di controllo al confine, e soldati usciti dai propri veicoli militari, hanno aperto il fuoco e lanciato lacrimogeni contro decine di civili palestinesi che si trovavano a pochi metri dal confine a nord di  Bouret Abu Samrah, a nord di  Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza.
Adham Abdullah Salim al-Dabji, 18 anni, di Beit Lahia, e' stato colpito da un colpo di gas lacrimogeno alla bocca ed e' rimasto ferito alle labbra.


Il 26 ed il 27 gennaio 2013, verso le 6:30, navi militari israeliane posizionate davanti alle coste all'altezza del resort al-Waha a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco, come i giorni precedente, contro barche di pescatori palestinesi, per circa 10 minuti (il 26 gennaio) e 20 minuti (il 27 gennaio), ad una distanza di 5 miglia nautiche dalla costa. I pescatori spaventati sono scappati per timore di essere feriti o arrestati.


Il 29 gennaio 2013, verso le 11:05, soldati israeliani che erano usciti dalle proprie jeep, ad est di  al-Sha’afah, ad est di Beit Hanoun, a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco su un gruppo di contadini palestinesi ed attivisti internazionali, che si trovavano nel terrendo di  al-Ba’a, a 400 metri dalla barriera di separazione al confine tra la Striscia di Gaza ed Israele.
Saber al-Zaa’anin, Coordinatore del Beit Hanoun Local Initiative,  verso le  10:20, con 8 attivisti internazionali e 14 attivisti palestinesi si erano diretti nella fattoria di al-Ba’a per aiutare i contadini nella raccolta.  Prima di terminare il lavoro, soldati israeliani sono usciti dalle loro jeep ed hanno sparato contro di loro.  Tutti molto spaventati hanno fermato il lavoro per timore di essere feriti.

Verso le 11:30 dello stesso giorno, forze israeliane posizionare a 230 metri dal confine con Israele, a nord di   Dimrah, a nord est di Beit Hanoun a nord della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro un gruppo di raccoglitori di pietre e ferro che si trovavano nella zona di  Qarmout.  Mamdouh Muhanna Mansour al-Kafarnah, 19 anni, di Dimra, e' rimasto ferito da un proiettile alla coscia sinistra, ed e' stato trasportato da un gruppo di lavoratori su un carretto con cavallo. Quando sono arrivati vicino la scuola di agricoltura, a nord di  Beit Hanoun, Mahmoud e' stato preso da un'ambulanza della Palestinian Red Crescent e trasportato al  Beit Hanoun Public Hospital.  A causa dell'emorragia, e' stato poi trasferito al Kamal Odwan hospital per ricevere cure.


Totale feriti fino al momento in cui scrivo: 84  feriti, tra cui 17 minori

Totale morti: 4

Aggiornerò l'elenco di tutte le violazioni del cessate il fuoco di giorno in giorno.



Molti contadini e civili palestinesi hanno deciso di recarsi nelle aree lungo il confine alla luce degli accordi per il cessate il fuoco tra Israele e i gruppi della resistenza palestinese.
Gli accordi infatti comprendono l'eliminazione della "buffer zone" e consentono ai contadini di accedere alle loro terre nell'area.

Gli accordi hanno generato anche molto entusiasmo nei giovani palestinesi che spesso si sono recati vicino la barriera di separazione al confine inconsci del pericolo a cui sarebbero andati incontro, per sventolare bandiere palestinesi o cantare, o semplicemente per sfidare i soldati, ma imbattendosi in soldati che, senza un briciolo di  umanità, non hanno esitato a sparare contro civili disarmati.

Inoltre diversi palestinesi che si erano avvicinati alla barriera di separazione al confine sono stati arrestati dall'esercito israeliano. Le famiglie degli arrestati sono in contatto con l' International Committee of the Red Cross, che conferma loro dell'arresto dei propri familiari, ma spesso non viene comunicato loro il luogo di detenzione.

Ci sono molti contadini che, confortati dalla nostra presenza internazionale, si sono fatti coraggio ed hanno iniziato a misurare la grandezza dei propri appezzamenti di terra, in cui non potevano accedere da più di 10 anni. 
A volte, durante i momenti di calma, intere famiglie palestinesi nel pomeriggio si recano nell'area lungo il confine in Khuza'a semplicemente per passeggiare su quei terreni che prima del tramonto diventano di un colore splendido.



( Fonti di questo report: testimonianze dirette sul posto e report settimanali del PCHR sulle violazioni israeliane dei diritti umani contro i civili palestinesi in Gaza e West Bank  http://www.pchrgaza.org/portal/en/ )


contadini in Khuza'a, a sud della Striscia di Gaza

barriera di separazione e torre, dietro la barriera, una jeep israeliana


famiglie di contadini palestinesi si recano nella "buffer zone"








lunedì 14 gennaio 2013


14 gennaio 2013
Erano circa le 14.00 quando ho saputo che un giovane era rimasto ferito dal fuoco dell'esercito israeliano in Beit Lahia.

Mostafa Abd Al Halkeem Abu Jarad aveva 21 anni.

Era stato trasportato al Kamal Odwan hospital in condizioni critiche. Un proiettile l'aveva colpito alla testa.

Ci siamo diretti subito in Beit Lahia per incontrare i familiari. Durante il tragitto abbiamo appreso che il giovane era stato trasferito dal Kamal Odwan hospital allo Shifa hospital in Gaza city. Ci siamo così diretti allo Shifa insieme ad un familiare della vittima.

Mustafa era ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva. Erano le 18.10 circa.

Fuori il reparto, in attesa, i suoi genitori e tanti suoi familiari.

Suo padre, con gli occhi sbarrati, non riusciva a dire una parola. sua madre era seduta con altre donne della famiglia in silenzio.

Un membro della famiglia ci ha raccontato che Mustafa stava lavorando con altre persone in una terra a circa 1 chilometro di distanza dal confine. 
La terra non era di proprietà della famiglia, Mustafa era un semplice lavoratore. 

I soldati avevano iniziato a sparare pesantemente. I contadini erano scappati e poi erano tornati a lavoro.


Poi un soldato ha sparato direttamente alla fronte di Mustafa.


Il fratello di Mustafa era stato ucciso dall'esercito israeliano in un attacco aereo circa 2 mesi e mezzo fa, il suo nome era Loay, aveva circa 26-28 anni
ed era membro della resistenza.

Mustafa era un semplice lavoratore. In quell'area sono soliti sparare contro i contadini. Ma non a quella distanza. Mustafa e gli altri non si trovavano nella "buffer 
zone". Si trovavano ben lontano. 
Uno dei familiari ci comunica che Mostafa aveva emorragia interna alla testa.

Un altro familiare ci ha detto che il soldato ha sparato da una delle torri di controllo poste al confine.

Nel frattempo avevo ricevuto unincredibile sorpresa. Tra i familiari di Mustafa, c'era il padre di Fahmi Abu Ryash, il pescatore ucciso dall'esercito israeliano
quel maledetto venerdì del 28 settembre 2012. Avevo condiviso con la sua famiglia l'agonia e la morte, le lacrime, e il dolore della perdita. Quello stesso dolore
condiviso ha creato un enorme legame di affetto tra me e la famiglia di Fahmi. Quando l'ho visto lì, tra i parenti del govane Mustafa, il dispiacere ha iniziato ha esplodere dentro di me. Guardavo il padre di Fahmi, avrei voluto piangere, cacciare tutte le lacrime che ho chiuse dentro, aprire la porta per far uscire il dolore.

Quello in atto è un genocidio lento e costante. Queste famiglie vivono una tragedia dopo un 'altra.

Siamo entrati nel reparto di Terapia Intensiva. 
Mostafa aveva una fascia sulla testa, ed il cuscino era impregnato di sangue. 

Un dottore nel reparto ci ha detto che Mostafa avevea subito uno sparo alla testa e che il proiettile è entrato ed uscito. Ha subito danno al cervello ed emorragia cerebrale. Era stato traferito allo shifa hospital dal Kamal Odwan hospital ed era stato sottoposto ad operazione per rimuovere frammenti di proiettile dalla testa. Dopo l'operazione è stato portato in Terapia Intensiva. "Pensiamo possa morire tra questa notte e domani", ha detto il dottore. E poi ha aggiunto "Noi cerchiamo di fare del nostro meglio, facciamo quello che possiamo fare." Lo abbiamo ringraziato e siamo usciti dal reparto.

Avevamo pensato di tornare il mattino seguente in ospedale, ma verso le 19.20 abbiamo saputo che Mostafa era appena morto.
Domani andremo alla tenda del lutto per esprimere nuovamente solidarietà alla sua famiglia.

Mostafa è stato ucciso da uno "sniper", un cecchino.

Un cecchino che da una torre ha mirato alla sua testa ed ha sparato.

Quanto successo è un altro crimine ingiustificabile ed inaccettabile. 
Ed inaccettabile è che passi sotto silenzio.
I riflettori dei media si accendono su Gaza solo quando Israele scatena la guerra. 
Ma si spengono su questi episodi pressoché quotidiani.
La sera del 21 novembre 2012, dopo gli otto giorni dell'ultima guerra, è iniziato il "cessate il fuoco". Ma da allora, attacchi israeliani via terra e via mare si sono susseguiti.
L'ultimo ragazzo è stato ucciso tre giorni fa, l'11 gennaio, con un proiettile all'addome. Anwar Al Malouk aveva 19 anni. 
Qui l'elenco di tutte le violazioni del cessate il fuoco. Si tratta di tutti attacchi contro i civili di Gaza:
http://ilblogdioliva.blogspot.co.il/2012/12/elenco-di-tutte-le-violazioni-del_21.html

Mostafa è stato ucciso da un cecchino.
Israele continua a operare impunito e a spezzare giovani vite.
La mia speranza e quella del popolo palestinese è quella che al più presto istituzioni, governi, organizzazioni internazionali, denuncino questi crimini e agiscano perché Israele si fermi e che allo stesso tempo sia condannato per queste continue aggressioni contro il popolo palestinese, aggressioni che sono crimini contro l'umanità.
A noi ed alla famiglia ora non ci resta che il dolore.
L'ennesimo, soffocante dolore. 





Mostafa Abd Al Halkeem Abu Jarad, 21 anni, in ICU allo Shifa hospital, prima di morire

Mostafa Abd Al Halkeem Abu Jarad, 21 anni, in ICU allo Shifa hospital, prima di morire

sabato 12 gennaio 2013


Un ragazzo palestinese è stato ucciso venerdì 11 gennaio 2012 dal fuoco dell'esercito israeliano ed un altro è rimasto ferito ad est di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza. 

Il giovane si chiamava Anwar Mohammad Al-Mamlouk, aveva 19 anni.
Un proiettile l'ha colpito all'addome ed è morto dopo poco. 

Il giovane ferito si chiama Omar Ismail Wadi, ed ha 21 anni. E' rimasto ferito da frammenti di un proiettile ad entrambe le gambe.

I soldati israeliani posizionati al confine ad est di Jabalia, avevano aperto il fuoco contro un gruppo di giovani che si trovavano nelle terre lungo il confine. 

Siamo andati alla tenda del lutto per dare le condoglianze alla famiglia di Anwar. 
Una grande tenda accanto all'abitazione ospitava gli uomini, mentre le donne erano raccolte in casa. 
Fauza, la mamma di Anwar, ci ha accolti con un sorriso e ci ha invitato a sederci. 
Fauza ha 55 anni e l'intera famiglia conta 9 figli maschi e 9 figlie femmine. Uno dei fratelli di Anwar ci consegna dei poster con la sua immagine. Comunichiamo a Fauza la nostra vicinanza e solidarietà. 
Prima che uscissi dall'abitazione, Fauza prende uno dei poster e bacia l'immagine del figlio. "Alhamdulilah" , mi dice, e poi ci abbracciamo. Andremo di nuovo a farle visita, dopo i 3 giorni di lutto, in un momento meno doloroso, per poter parlare con più tranquillità.

Una foto di Anwar pubblicata su internet


Il poster con l'imaggine di Anwar Mohammed Al Mamlouk, 19 anni



Abbiamo anche fatto visita alla famiglia del giovane rimasto ferito, Omar Ismail Wadi.
Omar ci mostra le ferite alle gambe.
Il venerdì è giorno sacro per i musulmani, come la domenica per i cristiani. Venerdì, verso le 14.30, Omar era andato al cimitero ad est di Jabalia. Il cimitero si trova vicino il confine. Omar racconta di aver visto alcuni ragazzi palestinesi vicino il confine. Soldati israeliani hanno iniziato a sparare con proiettili e gas lacrimogeni.
Omar aveva deciso di raggiungere il gruppo di ragazzi, che si trovavano ad un centinaio di metri dalla barriera di separazione del confine. C'erano circa 30 persone. Sul confine, 4 jeeps israeliane e circa 12 soldati, racconta.

Anwar, il ragazzo che è stato ucciso, però si era allontanato dal loro gruppo e si era avvicinato da solo alla barriera ad una distanza di circa 30-40 metri, lasciando il gruppo alle sue spalle, racconta Omar.

I soldati hanno puntato le armi contro di lui e l'hanno ucciso, colpendolo in pieno all'addome.
Omar racconta che allora aveva deciso di andare a prendere il corpo di Anwar, ma i soldati hanno continuato a sparare, impedendo agli altri di raggiungere il suo corpo. Uno dei proiettili, esploso vicino a lui, l'ha ferito ad entrambe le gambe. Omar è rimasto ferito per aver cercato di avvicinarsi al corpo di Anwar. Erano le 16.00 circa.


Probabilmente si trattava di un proiettile ad espansione, dato che diversi frammenti l'hanno colpito nella parte inferiore del corpo.


Successivamente alcuni ragazzi sono riusciti a prendere sia Omar sia Anwar e li hanno allontanati dalla barriera portandoli a circa 100 metri dal confine. I due sono stati trasportati su un "toc toc" sulla strada principale "Salah El-Deen" dove poi un'ambulanza li ha portati in ospedale.

"Anwar era vivo, ma durante quel tragitto è morto", racconta Omar.

Omar Ismail Wadi, 21 anni

le ferite alle caviglie di Omar


Di seguito il report ospedaliero di Omar, rilasciato dal Kamal Odwan hospital




Il report conferma che è stato portato in ospedale con ferite ad entrambe le gambe. I soldati hanno coperto le ferite con delle fasciature, poi è stato portato al reparto ortopedia. 
I frammenti del proiettile sono ancora all'interno del corpo. Omar dovrà tornare in ospedale tra una settimana. 

"Mi sono spaventato molto. Non ho dormito tutta la notte pensando a quello che è successo. Spero che Israele fermi questi crimini", afferma.

Gli abbiamo chiesto se tornerà di nuovo al cimitero. Ha detto di no. Suo padre Ismail è molto preoccupato. 

La famiglia di Omar è composta da 6 figlie femmine, 3 figli maschi, ed i due genitori, in tutto 11 persone.
La mamma di Omar ad un certo punto esclama "Pare che tutti i miei 3 figli maschi debbano morire come martiri". Uno dei fratelli di Omar, Mohammed, infatti rimase ferito cinque anni fa in un attacco da terra dell'esercito israeliano. 
A quel tempo Mohammed aveva 13 anni. Ora ne ha 18. Ha passato 4 mesi in Egitto per ricevere cure, e tuttora deve ricevere terapia.


la mamma di Omar, con la figlia più piccola



Di seguito i report ospedalieri di Mohammed, il fratello di Omar, ferito 5 anni fa in un attacco israeliano


European Gaza hospital, 5 ottobre 2010. "Valgus deformity, femur related to gun shot" (Valgismo al femore a causa di ferita a arma da fuoco). Difficotltà di ambulazione e dolore.
Il report attesta che Mohammed è stato sottoposto ad operazione chirurgica e raccomanda medicine dopo operazione.

Il report rilasciato dall'Al Awda hospital. Riporta "Explosive injuries- Multiple shrnapels"


Report rilasciato dallo Shifa hospital, 23 gennaio 2011. Riporta che Mohammed è stato ferito da arma da fuoco il 1 marzo 2008 e che è stato sottoposto ad interventi chirurgici, e che si trova sotto trattamento

Report dello Shifa hospital. Il report afferma che Mohammed ha subito una ferita da esplosione il 1 marzo 2008 che ha causato ferite multiple al ginocchio destro e alla giuntura della caviglia al nervo della tibia, e grave ferita alla mano sinistra con amputazione delle falangi di 4 unghia. Afferma infine che il paziente ha movimento limitato al ginocchio destro ed è ancora sotto controllo.


Il padre ci dice che una delle passioni di Mohammed è dipingere, e ci mostra alcune sue creazioni.
Ho scelto di fotografare questa, che seppur non è ancora completa, la trovo bellissima.




Spero che Omar e Mohammed e tutti i giovani di Gaza ed i loro genitori, possano un giorno pensare in maniera serena al loro futuro.


Alcuni di recano nelle terre lungo il confine solo per sostare di fronte alla barriera di separazione, guardando ad essa, come barriera alla propria libertà.
Anche alcune famiglie di contadini il venerdì pomeriggio hanno iniziato a passaggiare nelle proprie terre lungo il confine.

Se capita ci sia un ragazzo disarmato che si avvicina alla barriera per pura sfida verso i soldati, i soldati non hanno nessun diritto di sparare contro civili disarmati la cui unica colpa è quella di vivere in una cella.


Gli accordi per il cessate il fuoco del 21 novembre 2012 hanno stabilito che le forze militari israeliane devono "astenersi dal colpire i residenti nelle aree lungo il confine" e "cessare le ostilità nella Striscia di Gaza, via terra, via mare e via aria, compreso le incursioni e le uccisioni mirate." 
Tuttavia attacchi militari israeliani via terra e via mare si sono susseguiti a partire dal giorno successivo al cessate il fuoco, ed aerei militari israeliani hanno sorvolato costantemente il cielo della Striscia di Gaza.


sabato 5 gennaio 2013

Il 29 dicembre 2012 Fahed Baker stava pescando con suo fratello, suo figlio ed un cugino nelle acque a nord di Gaza. I quattro pescatori si trovavano su un "hasaka" (le piccole imbarcazioni dei pescatori palestinesi) a circa 3,5 miglia nautiche dalla costa di Gaza, vicino il limite a nord che delimita il confine con le acque israeliane.
Fahed, 39 anni,  racconta che erano presenti anche altre hasaka in quel momento. Improvvisamente  due navi della Marina militare israeliana si sono avvicinate alle imbarcazioni dei pescatori ed i soldati hanno iniziato a sparare con armi da fuoco. 
Tutti i pescatori sono riusciti a scappare, tranne Fahed ed i suoi compagni, che in quel momento stavano tirando su le reti.
Quando hanno iniziato a muoversi, i soldati israeliani gli hanno ordinato di fermare il motore. Fahed ha rifiutato di fermarsi ed i soldati hanno sparato direttamente sulla sua barca.
I soldati hanno sparato centinaia di proiettili M-16 colpendo tutta la parte anteriore della barca.

Successivamente alcuni suoi familiari su altre imbarcazioni hanno raggiunto la sua barca ed hanno aiutato i quattro pescatori a scappare.

Fahed e gli altri sono tornati al porto di Gaza city salvi, ma la barca è gravemente danneggiata.
Sono andata a vederne le condizioni. E' segnata da centinaia di fori provocati dai proiettili.
Qualche settimana fa, Fahed aveva subìto un altro attacco da parte dell'esercito israeliano, che aveva sparato proiettili sul motore. Fahed aveva quindi dovuto comprare un motore nuovo.
Ora dovrà riparare nuovamente la barca. Il numero della sua barca è 1-645-5

Fahed ha molti bambini, di cui due malati. A proposito dei limiti imposti dall'esercito israeliano, dice "Se mi dicono che lì non posso pescare, e so che lì c'è il pesce, io vado lì a pescare, devo sfamare i miei figli". Fahed rischia la vita, come tutti i pescatori di Gaza, per poter sostenere la propria famiglia.


Gli accordi per il cessate il fuoco del 21 novembre 2012 hanno stabilito che le forze militari israeliane devono "astenersi dal colpire i residenti nelle aree lungo il confine" e "cessare le ostilità nella Striscia di Gaza, via terra, via mare e via aria, compreso le incursioni e le uccisioni mirate." Inoltre le autorità israeliane avevano dichiarato che i pescatori palestinesi avrebbero potuto raggiungere le 6 miglia dalla costa (mentre prima della guerra ai pescatori era concesso arrivare solo a 3 miglia). 
Tuttavia attacchi militari israeliani via terra e via mare si sono susseguiti a partire dal giorno successivo al cessate il fuoco, ed aerei militari israeliani hanno sorvolato costantemente il cielo della Striscia di Gaza.

Gli attacchi contro i pescatori di Gaza sono costanti, specialmente nelle acque a nord della Striscia di Gaza.
I pescatori, minacciati con spari da arma da fuoco, per timore di essere feriti  o arrestati scappano ed abbandonano il lavoro. 

A partire dal cessate il fuoco 35 pescatori sono stati arrestati ed uno è rimasto ferito.
Gli ultimi pescatori arrestati sono i fratelli Mohammed Ahmed Zidan, 31 anni, e Ahmed Zidan Zidan, 26 anni, che stavano pescando a circa 5 miglia dalla costa il pomeriggio del 23 dicembre 2012. Qui il mio report sul loro arresto: http://ilblogdioliva.blogspot.co.il/2012/12/due-pescatori-arrestati-nelle-acque-di.html  
I due sono stati rilasciati ma la loro barca è stata confiscata. Era l'unica barca con cui potevano lavorare. Ora tre famiglie non hanno più nessun mezzo per sopravvivere.

Di seguito, le foto che ho scattato alla barca di Fahed Baker.

Invito le organizzazioni internazionali e le nostre istituzioni a fare pressione ed agire affinché cessino questi attacchi costanti contro i civili di Gaza, in particolare contro i pescatori, che rischiano quotidianamente la vita per poter sfamare le proprie famiglie.
Invito a cessare l'indifferenza di fronte a queste violazioni dei diritti umani, non credo sia normale né accettabile che un esercito spari contro pescatori e civili disarmati.






Fahed Baker, 39 anni